Sep 21, 2019 Last Updated 12:20 PM, Sep 15, 2019
E' molto importante, dopo l'intervento, attenersi scrupolosamente ai suggerimenti che vengono consegnati fra i documenti alla dimissione. 
L'evoluzione della chirurgia della cataratta consente oggi che, al termine dell'intervento il paziente possa andare a casa entro pochi minuti dopo un breve periodo di osservazione da parte dell'anestesista. I fastidi sono minimi ed il recupero visivo è rapido, grazie al fatto che l'occhio non viene bendato e non vengono utilizzati punti di sutura.
Raccomandiamo, comunque, che il giorno dell'intervento il paziente sia accompagnato da un parente o un amico che possa aiutarlo sia da un punto di vista psicologico, sia da un punto di vista pratico. Alla dimissione vengono consegnate:
  • le istruzioni, le regole, i consigli e i suggerimenti per il postoperatorio,
  • la ricetta dei colliri con le modalità di somministrazione,
  • l'appuntamento per il primo controllo,
  • un numero di telefono per le urgenze. 
Decorso postoperatorio
E' utile sapere che:
  • una visione annebbiata durante le prime ore è normale,
  • una visione rosea o rossastra durante le prime ore è normale ed è causata dall'abbagliamento indotto dal microscopio,
  • un lieve fastidio, bruciore, sensazione di corpo estraneo e un modesto arrossamento dell'occhio possono essere presenti nelle prime ore,
  • la pupilla può rimanere dilatata anche per uno o due giorni.
  • La visione migliorerà rapidamente.
Spesso l'assenza di sintomi e il rapido recupero visivo potrebbero indurre a ritenere che l'occhio non abbia subito il trauma dell'intervento. Ovviamente non è così e fino a quando le ferite non sono cicatrizzate è necessario attenersi scrupolosamente ad alcune fondamentali precauzioni perchè, soprattutto durante le prime due settimane postoperatorie, l'occhio è estremamente delicato. 
Le più importanti cautele da osservare sono:
  • usare la massima igiene,
  • lavarsi bene le mani con acqua e sapone prima di instillare il collirio,
  • instillare il collirio secondo la prescrizione dopo essersi lavati accuratamente le mani,
  • non esercitare pressione sull'occhio quando si usa il collirio,
  • evitare qualunque trauma all'occhio,
  • applicare la coppetta di protezione prima di dormire dopo averla lavata accuratamente con acqua e sapone,
  • non dormire dal lato dell'occhio operato per qualche tempo,
  • non fare sforzi fisici o movimenti bruschi,
  • non soggiornare in ambienti poco puliti,
  • lavare i capelli con attenzione a non far penetrare sapone o lo shampoo negli occhi,
  • non fare sport o esercizi fisici pesanti
  • effettuare i controlli oculistici secondo le indicazioni
Fino dal primo giorno si può
  • utilizzare l’occhio per leggere, guardare la televisione, utilizzare il computer,
  • continuare le normali attività, passeggiare, andare al cinema, al ristorante, radersi, giocare a carte, cucinare, ecc.
  • ritornare al lavoro se di ufficio o comunque sedentario e in ambiente pulito,
  • piegarsi moderatamente o alzarsi in maniera delicata non danneggia l’occhio.
Per le attività più faticose come correre e fare sport e esercizi fisici pesanti, è consigliato aspettare.
In caso di dubbio chiedere al proprio oculista.

Il dott. Bravetti e i suoi collaboratori sono a vostra disposizione per informarvi e consigliarvi sul comportamento da seguire dopo l'intervento.
 
Quando inizia il recupero visivo?
Si comincia a vedere subito anche se al termine dell’intervento la vista è annebbiata a causa della dilatazione della pupilla e dell’abbagliamento indotto dalla luce del microscopio operatorio.
Il recupero della funzione visiva si manifesta in maniera più evidente la mattina dopo l’intervento, a volte sono necessari alcuni giorni perché il recupero sia completo.
L’intervento di cataratta consente di riacquistare la vista persa a causa dell’opacizzazione del cristallino. Il recupero visivo sarà parziale, invece, qualora si associno alla cataratta altre malattie dell’occhio come ad esempio:
  • malattie della retina (degenerazione maculare senile, maculopatia umida , retinite pigmentosa, ecc.),
  • malattie vascolari (retinopatia diabetica, trombosi venosa ecc.),
  • malattie del nervo ottico (glaucoma, neuropatia ottica ischemica, ecc.).
Quando si modificano gli occhiali?
Nella maggior parte dei casi gli occhiali non sono necessari dopo l’intervento di cataratta, se è stato eseguito secondo le più moderne tecniche utilizzando le apparecchiature più all’avanguardia e i cristallini artificiali o lenti intraoculari ad elevata tecnologia. 
Gli occhiali, quando sono necessari, vengono prescritti subito. Gli occhiali definitivi saranno consigliati a distanza di 1-2 mesi dall’intervento, quando la cicatrizzazione è completa e la refrazione è stabile.
 
Complicanze
Le complicanze sono molto rare se la chirurgia viene eseguita mediante l'ultilizzo delle più moderne tecniche in un centro chirurgico d'avanguardia.
L'intervento di cataratta è stato perfezionato, standardizzato e ha mostrato eccellenti risultati, ma è sempre un atto chirurgico maggiore e non sfugge alla regola secondo la quale non esista chirurgia senza rischi. Le possibili complicanze sono:
  • allungare i tempi chirurgici,
  • prolungare il tempo necessario al recupero visivo,
  • portare a rinunciare temporaneamente all'impianto del cristallino artificiale,
  • rendere necessario eseguire una vitrectomia,
  • rendere necessario un secondo intervento a distanza di qualche tempo,
  • in rari casi determinare un grave danno sia funzionale che anatomico.
Tutte le complicanze sono ampiamente descritte nella scheda informativa consegnata assieme alle spiegazioni e ai chiarimenti al momento della programmazione dell'intervento.
Dopo l'operazione, una delle conseguenze più temute, anche se molto rara, è l'infezione. Nei primi giorni il rischio è molto elevato. Per aumentare la sicurezza di un decorso post-operatorio regolare è indispensabile:
seguire scrupolosamente i consigli e i suggerimenti consegnati fra i documenti di dimissione,
rispettare le scadenze fissate per i controlli,
seguire la terapia,
usare la massima igiene.
In caso di insorgenza di un disturbo visivo è necessario un controllo urgente: anche un'infezione, se diagnosticata subito, può essere curata nel modo migliore.
 
Cataratta secondaria
Con l’intervento di cataratta si rimuove il cristallino opaco (la cataratta appunto) e si inserisce al suo posto un cristallino artificiale nel sacco capsulare, l’involucro che contiene il cristallino naturale. Con il tempo il sacco capsulare (contenente il cristallino artificiale) si può opacizzare e così si manifesta la cataratta secondaria, che induce progressivo annebbiamento e difficoltà visive. Il tempo in cui si manifesta la cataratta secondaria è variabile da persona a persona: a volte compare dopo pochi giorni dall’intervento, a volte non compare mai.
 
Prevenzione della Cataratta secondaria
Per ridurre ai minimi il rischio di cataratta secondaria il dott. Bravetti:
  • impianta solo lenti in materiale acrilico idrofobico riconosciute a livello mondiale per la minima proliferazione delle cellule responsabili dell’opacizzazione del sacco capsulare e, quindi, per la minore incidenza di cataratta secondaria.
  • esegue, durante l’intervento, una pulizia accurata del sacco capsulare, eliminando il maggior numero possibile delle cellule da cui può originare la cataratta secondaria.
Bisogna rioperarsi in caso di Cataratta secondaria?
No, non si esegue una operazione. La cataratta secondaria si cura con un trattamento laser ambulatoriale (YAG laser) che ha i seguenti vantaggi:
  • si esegue in ambulatorio, non in sala operatoria,
  • non si sente dolore nè durante, nè dopo il trattamento,
  • il trattamento laser dura pochi minuti e il paziente ricomincia a vedere bene dopo poche ore,
  • il recupero visivo è rapido e completo.
Per qualche giorno dopo il trattamento laser è normale vedere delle ombre e delle piccole macchie che si muovono all’interno dell’occhio, scompaiono spontaneamente in poco tempo.
 
cataratta secondaria
 
 

Dopo la chirurgia della cataratta la maggiore soddisfazione del paziente, la migliore qualità della visione e la minor dipendenza dagli occhiali, derivano, anche, dalla scelta del cristallino artificiale o lente intraoculare o IOL. I modelli di cristallini artificiali oggi disponibili sono capaci di soddisfare le esigenze di un numero sempre maggiore di pazienti.

  • Per la correzione dell'astigmatismo si può ricorrere all'impianto di lenti intraoculari asferiche e di lenti intraoculari toriche. 
  • Per la correzione della presbiopia si possono impiantare lenti multifocali, bifocali, trifocali, o a profondità di fuoco continua, associate o no alla toricità per correggere contemporaneamente presbiopia e astgmatismo. Oppure si possono usare le lenti pseudoaccomodative.
  • Un'importante innovazione è rappresentata dalle lenti reverso che, correggendo la presbiopia e garantendola reversibilità in caso di insoddifazione del paziente, sono diventate di uso sempre più frequente.
La scelta della lente da impiantare deve essere accurata. Se il paziente portava gli occhiali per miopia, ipermetropia o astigmatismo dopo l’intervento può vedere corretto il suo difetto preesistente e nello stesso tempo può correggere la presbiopia per eliminare gli occhiali a tutte le distanze.
 
Lenti intraoculari tradizionali
  • Correggono la cataratta e l’eventuale miopia o ipermetropia preesistenti all’intervento,
  • Consentono, dopo l’intervento di cataratta, di vedere bene senza occhiali, o da lontano o da vicino,
  • Dopo l’intervento saranno, comunque, necessari occhiali o per lontano o per vicino secondo quanto è stato pianificato e secondo le esigenze del paziente. In particolari condizioni di basso contrasto o di visione notturna la qualità della visione potrebbe non essere ottimale.

Lenti intraoculari ad elevata tecnologia 
Consentono di acquisire una eccellente qualità delle immagini percepite.
 
Lenti intraoculari Monofocali Asferiche
Migliorano la qualità della visione e riducono le imperfezioni ottiche:
  • migliorano la qualità della visione, senza occhiali, o per lontano o per vicino dopo l’intervento di cataratta,
  • migliorano la qualità della visione notturna rispetto alle lenti intraoculari (IOL) tradizionali,
  • migliorano la qualità della visione in condizioni di nebbia rispetto alle lenti intraoculari (IOL) tradizionali,
  • aumentano la sensibilità al contrasto rispetto alle lenti intraoculari (IOL) tradizionali.
Lenti intraoculari Gialle dotate di pigmenti per le radiazioni ultraviolette
Offrono i vantaggi delle lenti asferiche e in più:
  • proteggono la macula dalle lunghezze d’onda della luce dannose,
  • riducono il rischio di insorgenza di degenerazione maculare senile,
  • non modificano la corretta visione dei colori.lente gialla
Lenti intraoculari ad elevata tecnologia personalizzate
Sono le lenti Premium, diverse da paziente a paziente, che correggono i difetti di ogni occhio preesistenti all’intervento.
 
Lenti intraoculari Toriche
Correggono l’astigmatismo preesistente all’intervento di cataratta per eliminare l’occhiale per lontano. Offrono i vantaggi delle lenti asferiche e delle lenti gialle e in più:
  • permettono di correggere contemporaneamente l’astigmatismo e la cataratta,
  • migliorano significativamente la qualità della visione negli occhi astigmatici,
  • consentono l’eliminazione o la riduzione dell’uso dell’occhiale astigmatico,
  • riducono l’incidenza di abbagliamento e di aloni intorno alle sorgenti luminose,
  • raramente può esserci una moderata riduzione della qualità della visione.

lente torica gialla

 Lenti intraoculari Multifocali, Bifocali, Trifocali e a Profondità di Fuoco Continua
Correggono la presbiopia per eliminare l’occhiale per vicino, per lontano e per la media distanza dopo l’intervento di cataratta. Offrono i vantaggi delle lenti asferiche e delle lenti gialle e in più:
  • permettono,  di vedere bene senza occhiali sia da lontano che da vicino,
  • correggono la presbiopia e, nella variante torica, anche l’astigmatismo,
  • offrono un’elevata indipendenza dagli occhiali a tutte le distanze,
  • consentono di eliminare, completamente o quasi, gli occhiali per vivere  una vita senza occhiali,
  • per la lettura prolungata e per i caratteri più piccoli potrebbe essere comunque necessario l’uso di occhiali,
  • in alcune particolari condizioni di luce si possono percepire abbagliamento, aloni intorno alle sorgenti luminose e una moderata riduzione. della qualità della visione.

iol trifocale gialla

Lenti Intraoculari Reverso
Correggono la presbiopia ma, in caso di insoddisfazione del paziente, sono facilmente rimovibili senza penalizzare la visione per lontano.
  • correggono la presbiopia in associazione ad una IOL monofocale o monofocale torica,
  • correggono la presbiopia contemporaneamente o anche  a distanza di anni da un intervento di cataratta,
  • correggono la presbiopia nei pazienti che hanno eseguito chirurgia refrattiva e in tutti gli altri casi in cui  il calcolo biometrico è incerto, e  l’esito refrattivo potrebbe essere impreciso,
  • consentono di eseguire l’impianto della IOL monofocale o monolocale torica e poi  in un secondo tempo (circa 3 mesi) di correggere la presbiopia e compensare un eventuale errore refrattivo imputabile alla pregressa chirurgia,
  • consentono di correggere la presbiopia in tutti quei pazienti operati, anche anni fa, di cataratta con impianto di IOL monolocale che desiderano liberarsi dagli occhiali  da lontano e da vicino,
  • consentono un facile espianto in caso di difficoltà ad adattarsi a questa nuova modalità di visione,
  • consentono di rassicurare il paziente  che la scelta di una lente multifocale non è necessariamente irreversibile in presenza di aloni o abbagliamento.

iol reverso

Lenti intraoculari Accomodative
Ripristinano, o quasi, il meccanismo naturale della messa a fuoco per vicino.
  • Con la chirurgia della cataratta si rimuove il cristallino che non accomoda più e si sostituisce con una lente intraoculare che accomoda,
  • La particolare forma della lente  permette piccoli movimenti in avanti e in dietro per mettere a fuoco a varie distanze,
  • Pur fornendo risultati apprezzabili la loro efficacia nel tempo tende a ridursi.

Animazione funzionamento lenti accomodative

Lenti intraoculari per Maculopatia
Sono studiate per chi soffre di cataratta e maculopatia:
  • permettono a chi soffre di cataratta e maculopatia con visus molto basso di migliorare  la visione centrale dopo l’intervento di cataratta,
  • sfruttano un sistema di lenti telescopiche che i ingrandisce molto l’ immagine centrale,
  • ingrandiscono le immagini e le spostano dalla macula che non funziona più bene alla retina circostante che invece e’ sana,
  • consentono, in alcuni casi selezionati di maculopatia di ricominciare a leggere e a guidare dopo l’intervento di cataratta.
I nuovi cristallini artificiali ad alta tecnologia permettono, quindi, non solo di eliminare gli occhiali per lontano, ma anche quelli per vicino, e consentono una vita quasi completamente indipendente dagli occhiali.
 
Il dott. Bravetti, esperto nella chirurgia della cataratta, e i suoi collaboratori sono a vostra disposizione per guidarvi nella scelta del modello di lenti più adatte alle vostre esigenze e alle vostre necessità.
schema-lenti-multifocali-monofocali.jpg

 

Cataratta e maculopatia
La maculopatia è più frequente nelle persone di età avanzata e per questo si associa spesso a cataratta. 
Secondo la gravità della maculopatia e in casi selezionati, dopo intervento di cataratta con impianto di lenti per maculopatia, la visione migliora e il paziente può anche ricominciare a leggere e a guidare.
In presenza di maculopatia e cataratta è opportuno valutare con adeguati esami, come l’OCT e la FAG, se è prudente intervenire o rimandare l’intervento per il rischio di progressione della patologia maculare.
 
oct maculopatia
 
È indispensabile curare prima la maculopatia e poi fare l’intervento di cataratta perchè la vista che si perde a causa della maculopatia è difficile da riacquistare, invece quella che si perde a causa della cataratta si riacquista completamente dopo l’intervento anche se è stato rimandato per un lungo periodo.
I nuovissimi impianti con lenti intraoculari ad elevata tecnologia studiate per chi è affetto da maculopatia avanzata e cataratta, permettono di migliorare la visione a volte anche in modo significativo: nella maculopatia è la macula, la parte centrale della retina, ad essere interessata, ma la parte circostante della retina resta sana. Spostando, quindi, l’immagine sulla retina sana (mediante l'utilizzo di queste particolari lenti intraoculari ad elevata tecnologia) la vista può migliorare.
 
visione maculopatia

La tecnologia più avanzata per curare la cataratta e la maculopatia è infatti la nuova lente intraoculare iolAMD, che è costituita da due lenti intraoculari che vengono posizionate nell’occhio durante un normale intervento di cataratta.
Queste innovative e particolari lenti dalla geometria sofisticata si comportano come un telescopio che ingrandisce l’immagine e la sposta su una parte di retina sana che comincia cosi a svolgere, anche se solo parzialmente, le funzioni prima svolte dalla macula.
 
iol amd
 
Cataratta e glaucoma
La cataratta può essere associata al glaucoma. A volte i colliri per curare il glaucoma possono accelerare il formarsi della cataratta.
L’intervento di cataratta può:
  • in alcuni casi di glaucoma, come il glaucoma ad angolo stretto, può facilitare la riduzione della pressione dell’occhio,
  • in altri casi come nel caso di cataratta entumescente può diventare indispensabile per curare il glaucoma e ridurrela pressione dell’occhio.

occhio glaucoma

Sostituendo il cristallino naturale, che con la cataratta diventa più globoso e occupa più spazio all’interno dell’occhio, con un cristallino artificiale molto più sottile, che occupa meno spazio. Questo procedimento migliora la circolazione dei liquidi intraoculari e ciò permette una significativa riduzione della pressione dell’occhio.
L’intervento di cataratta può aumentare l’angolo camerulare, ridurre la pressione oculare e facilitare il trattamento SLT o laser trabeculoplastica selettiva per il glaucoma. Nei casi di glaucoma avanzato, per ridurre la pressione dell’occhio, può essere necessario eseguire nello stesso momento l’intervento combinato di cataratta e glaucoma, la facotrabeculectomia.
 
visione glaucoma
Cataratta e miopia

occhiali miopia

La miopia spesso è causa di insorgenza più precoce di cataratta. 
L’intervento di cataratta permette di correggere anche la miopia e, l’impianto di una lente intraoculare di potere adeguato, consente di ridurre o di eliminare completamente gli occhiali per lontano.
Se è presente anche astigmatismo si può correggere miopia e astigmatismo con l’impianto di una lente miopica torica.
Per correggere cataratta, miopia e presbiopia si può consigliare:
  • una modesta miopizzazione. In questo caso si utilizzerà un leggero occhiale solo per lontano e si toglierà l’occhiale per vicino.
  • la tecnica della monovisione che consente di correggere l’occhio dominante, in genere il migliore, per lontano e l’altro occhio per vicino.
    In questa maniera quando si usano contemporaneamente entrambi gli occhi e si vede bene sia lontano sia vicino, ma ciascun occhio vedrà bene o da lontano, o da vicino.
  • la lente intraoculari ad elevata tecnologia multifocale, bifocale, trifocali o a profondità di fuoco continua che permette di vedere bene a tutte le distanze senza occhiali.
L’intervento di cataratta in presenza di miopia elevata deve essere eseguito da un chirurgo esperto e con precisi accorgimenti:
  • la lente da impiantare va scelta con molta precisione,
  • è necessario studiare con particolare cura il calcolo della lente intraoculare da impiantare,
  • la retina va controllata con molta precisione prima e dopo l’intervento per i maggiori rischi legati alla miopia elevata,
  • qualora non vengano usati tutti gli accorgimenti necessari, il rischio di distacco di retina può aumentare dopo intervento di cataratta
  • in caso di maculopatia l’esame dell’OCT aiuterà a valutare l’opportunità di eseguire o rimandare l’intervento, relativamente alla possibile progressione della patologia maculare.
Cataratta ed astigmatismo
occhio astigmatico

L’intervento di cataratta in un occhio astigmatico con impianto di una lente intraoculare tradizionale non corregge l’astigmatismo e non permette di ridurre la visione sfuocata e distorta senza l’uso di occhiali correttivi o senza ricorrere ad ulteriori interventi.

Oggi le nuove tecnologie, invece, permettono con un solo intervento di rimuovere il cristallino opacizzato e di sostituirlo con una lente intraoculare torica che consente la correzione pressoché totale dell’astigmatismo e la migliore qualità della visione per lontano senza ricorrere all’uso degli occhiali e senza altri interventi.
Per correggere cataratta, astigmatismo e presbiopia si può consigliare la lente intraoculare ad elevata tecnologia torica multifocale, bifocale, trifocale o a profondità di fuoco continua che permette di vedere bene a tutte le distanze senza occhiali.

Cataratta e presbiopia
È possibile correggere anche la presbiopia e vedere da lontano e da vicino senza occhiali?
La cataratta si manifesta soprattutto in persone di età avanzata e si associa spesso alla presbiopia, ovvero l’incapacità di leggere e di mettere a fuoco gli oggetti da vicino senza occhiali.
L’intervento di cataratta, con l’impianto di lenti intraoculari monofocali tradizionali, porta alla presbiopia. Quindi se si sceglie di vedere bene da lontano senza occhiali, si avrà necessità di usare un occhiale per leggere da vicino o per il computer ecc..
 
Oggi, però, con l’intervento di cataratta c'è la possibilità di correggere la presbiopia utilizzando:
  • le nuove lenti intraoculari ad elevata tecnologia (multifocali, bifocali, trifocali o a profondità di fuoco continua). Mediante l'utilizzo di questa tecnologia gli occhiali possono essere necessari solo per la lettura prolungata e per i caratteri più piccoli. Alcune persone, poi, possono avere difficoltà di adattamento, quindi in particolari condizioni di luce possono percepire aloni intorno alle sorgenti luminose, abbagliamento e una moderata riduzione della qualità della visione.
  • la tecnica della monovisione, che consiste nel correggere l’occhio dominante (in genere il migliore) per lontano, e l’altro occhio per vicino. In questa maniera quando il paziente usa contemporaneamente entrambi gli occhi riesce a vedere bene sia lontano sia vicino, ma ogni occhio singolarmente vede bene o lontano o vicino.
  • le lenti intraoculari Reverso, che possono essere impiantate durante l’intervento di cataratta assieme alla lente monofocale oppure anche a distanza da un precedente intervento di cataratta dove era stata impiantata una lente monofocale. Sono facilmente rimovibili in caso di difficoltà ad adattarsi a questa nuova modalità di visione o in caso di insoddisfazione del paziente per la presenza di aloni o abbagliamento o ridotta qualità della visione. Permettono, quindi, di rassicurare il paziente che la scelta di una lente multifocale non è necessariamente una scelta irreversibile.

iol trifocale gialla

Il dott. Bravetti, esperto nella chirurgia della cataratta, assieme ai suoi collaboratori, è a vostra disposizione per valutare la possibilità di correggere cataratta e miopia, valutare i rischi e i vantaggi dell’intervento, le vostre esigenze e aspettative e per consigliare l’impianto più indicato alle vostre necessità.

Cataratta: l'intervento

L'intervento

L'operazione della cataratta consente ottimi risultati visivi grazie agli importanti progressi (soprattutto nell'ultimo decennio) in chirurgia oftalmica. L’utilizzo di apparecchiature all’avanguardia, di moderne tecniche operatorie e dei nuovi cristallini artificiali ad elevata tecnologia, ha reso l’operazione più semplice e più sicura, non solo in grado di rimuovere la lente opaca per ridare chiarezza alla vista, ma anche di rimuovere eventuali difetti preesistenti (astigmatismo, miopia ed ipermetropia) per eliminare l’occhiale per lontano e, nel caso di impianto della nuova generazione dei cristallini bi-, tri- e multifocali, di eliminare anche quelli per vicino e consentire così una vita praticamente indipendente dall’occhiale. L'intervento di cataratta non è quindi solo un intervento riabilitativo ma anche refrattivo, capace di valorizzare al massimo le potenzialità visive dell'occhio operato.

Anestesia
L’anestesia nella maggioranza dei casi viene fatta utilizzando gocce di collirio anestetico. E’una anestesia topica che permette di:
  • non sentire dolore durante l’intervento,
  • non bendare l’occhio dopo la chirurgia,
  • iniziare a vedere in tempi brevi,
  • eseguire l'intervento anche in caso di patologie generali importanti.
L’assistenza del medico anestesista durante l’intervento è comunque continua. Il medico anestesista:
  • esegue una visita prima dell’intervento e decide il percorso anestesiologico più opportuno,
  • aiuta il paziente a sentirsi a proprio agio,
  • tiene monitorate le sue funzioni vitali,
  • si attiva al primo segno di agitazione, insofferenza o malessere del paziente,
  • è pronto a somministrare i farmaci specifici dell’anestesista.
Solo in alcuni rari casi per interventi di cataratta particolarmente complessi o in pazienti non collaboranti può essere necessario eseguire una anestesia peri o retro-bulbare, un'iniezione di anestetico (effettuata vicino al bulbo oculare) che rende l’occhio insensibile e impedisce qualunque movimento. In questo caso l’’occhio viene bendato dopo l’intervento per circa 24 ore.
 
Tecniche di intervento
L'atto chirurgico non è doloroso e ha una durata generalmente di 15-20 minuti. L'anestesia è ottenuta con l'instillazione di gocce di collirio anestetico. L’intervento consente di frammentare e aspirare il cristallino naturale opacizzato, la cataratta, e di sostituirlo con una lente intraoculare impiantata nel sacco capsulare, l’involucro del cristallino naturale asportato. L’intervento può essere eseguito mediante:
  • la tecnica classica di Facoemusificazione, fino ad oggi la più utilizzata al mondo.
  • la tecnica più recente con il Laser a Femtosecondi, la Femtocataratta, che aumenta la precisione e la sicurezza, oggi la più utilizzata dai migliori chirurghi al mondo.
Tecnica di Facoemulsificazione
Il paziente è adagiato su un lettino al di sotto del microscopio operatorio. Si pratica una piccola incisione di 1,8-2,2 mm alla periferia della cornea, si asporta l’involucro anteriore della cataratta, o capsula anteriore, e poi con una sottile cannula che vibra a velocità di ultrasuoni, come un piccolo martello pneumatico, si frammenta la cataratta. I frammenti vengono aspirati, l’involucro esterno, o sacco capsulare posteriore, che conteneva la cataratta viene deterso e utilizzato per ospitare il nuovo cristallino artificiale.
La facoemulsificazione è la tecnica ad ultrasuoni più utilizzata al mondo per la chirurgia della cataratta.
 
Il dott. Bravetti utilizza la facoemulsificazione associata al perfezionamento delle più recenti innovazioni: la facoemulsificazione torsionale o Ozil, una tecnica più rapida e indolore, dolce e delicata, con un più ridotto trauma all’interno dell’occhio, che consente di personalizzare le varie fasi chirurgiche, di ottimizzare l’uso degli ultrasuoni e degli strumenti di aspirazione dei frammenti catarattosi, permettendo così un più rapido recupero visivo.
 
 
Convenzioni 
L'Ambulatorio Oculistico Bravetti, per gli interventi di cataratta, si avvale anche delle convenzioni con alcuni tra i più importanti enti assicurativi, fondi integrativi e fondi sanitari, al fine di fornire una copertura diretta o indiretta delle spese chirurgiche sostenute dai pazienti. La lista delle convenzioni è in continua crescita ed è spesso suggerita dai pazienti stessi che desiderano usufruire di condizioni economiche di favore che le loro assicurazioni propongono.
L'intervento di cataratta può essere eseguito anche in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale SSN, senza nessun onere per il paziente. In questo caso solitamente non è possibile usufruire della chirurgia Femtolaser, delle più innovative lenti intraoculari ad elevata tecnologia e delle apparecchiature più all'avanguardia perchè presentano costi aggiuntivi non rimborsati dal SSN.

La qualità della visione e la maggior indipendenza dagli occhiali dopo l'intervento di cataratta dipendono anche dalla metodica chirurgica, dagli strumenti utilizzati e dalla lente intraoculare impiantata, soprattutto in presenza di astigmatismo, miopia, ipermetropia o desiderio di correggere anche la presbiopia.