Nov 13, 2019 Last Updated 12:20 PM, Sep 15, 2019
La terapia di cui disponiamo per la degenerazione maculare “secca”-“atrofica”, si avvale di farmaci che hanno lo scopo di ritardare e rallentare la progressione della malattia. Si tratta di farmaci a base di sostanze antiossidanti, che combattono la formazione dei radicali liberi e l’invecchiamento del tessuto retinico maculare. I principali sono la luteina, molto efficace secondo recentissimi studi internazionali, le vitamine A ed E, i sali minerali quali lo zinco il rame ed il selenio, ed antiossidanti vegetali quali la zeaxantina e l’astaxantina. Questi integratori alimentari vanno assunti quotidianamente a stomaco pieno, preferibilmente al mattino. Inoltre, sono molto utili gli ausili per ipovedenti.

La forma “umida” / “essudativa”, invece, attualmente viene trattata con:
Terapia laser (fotocoagulazione). Questa si propone di distruggere i vasi neoformati e pertanto di tentare di fermare l’evoluzione della malattia. Purtroppo l’efficacia del laser è limitata ai casi in cui la malattia non colpisce la regione centrale della macula ma regioni periferiche.

Terapia fotodinamica (PDT), attuata mediante un tipo particolare di laser, previa iniezione endovenosa di una sostanza chiamata verteporfina. Spesso sono necessarie ripetute sedute nel tempo e, purtroppo, talvolta la malattia può recidivare a distanza nei mesi.

Iniezioni intraoculari. Dal 2006 sono stati già introdotti sul mercato i cosiddetti anti-VEGF, farmaci somministrati attraverso iniezioni intravitreali (iniezioni praticate alli’interno del bulbo oculare), che agiscono bloccando a monte la nascita dei vasi anomali; in numerosi casi è possibile così arrestare l'evoluzione della degenerazione maculare senile. Questa è la terapia che attualmente presenta i migliori risultati funzionali con la possibilità non solo di bloccare la malattia ma anche nei casi più fortunati di recuperare vista.

Modalità di somministrazione
L'iniezione viene praticata in regime sala operatoria, con il paziente in posizione sdraiata con tutte le precauzioni adottate per un intervento chirurgico oculistico. Si utilizza una anestesia di tipo locale, cioè si instillano alcune gocce di collirio anestetico. La procedura è usualmente indolore e prevede una iniezione del farmaco nel vitreo, la sostanza gelatinosa che riempie l’occhio. L’iniezione può essere ripetuta a seconda delle necessità ogni quattro-sei settimane e frequentemente viene ripetuta nel tempo.
Dott. Bravetti

Il Dott. Bravetti, chirurgo oculista a Bologna e Savignano sul Rubicone, è tra i migliori esperti italiani nella chirurgia del segmento anteriore dell'occhio. Ha ottenuto nella sua carriera profesisonale posizioni di rilievo all'Ospedale Sant'Orsola Malpighi di Bologna.

Formazione:
Laurea in Medicina e Chirurgia 110/110 e lode
Specializzazione in Oftamologia 70/70 e lode
Idoneità a Primario di Oculistica nel 1986