Oct 15, 2019 Last Updated 12:20 PM, Sep 15, 2019
Dott. Bravetti

Dott. Bravetti

Il Dott. Bravetti, chirurgo oculista a Bologna e Savignano sul Rubicone, è tra i migliori esperti italiani nella chirurgia del segmento anteriore dell'occhio. Ha ottenuto nella sua carriera profesisonale posizioni di rilievo all'Ospedale Sant'Orsola Malpighi di Bologna.

Formazione:
Laurea in Medicina e Chirurgia 110/110 e lode
Specializzazione in Oftamologia 70/70 e lode
Idoneità a Primario di Oculistica nel 1986

Che cos’è la tecnica PRK

La PRK è la procedura più diffusa al mondo per correggere i difetti visivi perché è di più semplice esecuzione, fa tutto il laser, e le manovre chirurgiche sono ridotte al minimo. E’ una tecnica computerizzata che modifica e rimodella la superficie corneale anteriore, e non lo strato più intermedio, come nella chirurgia Femtolasik, aumenta o appiattisce la curvatura della cornea al fine di eliminare miopia, ipermetropia ed astigmatismo.

La tecnica prevede:

  • l’utilizzo di un solo tipo di laser: il Laser ad Eccimeri,
  • l’asportazione del tessuto epiteliale della superficie corneale eseguita dal chirurgo, in maniera del tutto indolore, mediante una apposita spatola,
  • il rimodellamento della superficie corneale con il Laser ad Eccimeri, una lunghezza d’onda della luce ad altissima energia, e a bassissimo potere di penetrazione nella cellule, che dissocia e distacca le molecole tra loro e asporta frazioni di millesimi di millimetro di tessuto corneale con una precisione non raggiungibile dalla mano di nessun chirurgo,
  • l’applicazione, a fine intervento, di una lente a contatto terapeutica per ridurre i fastidi postoperatori e accelerare la riepitelizzazione e la guarigione della superficie corneale,
  • la chirurgia mediante PRK è indicata per correggere i difetti visivi di miopia, ipermetropia e astigmatismo quando le condizioni corneali non sono adeguate per eseguire Femtolasik.

Quali sono i vantaggi della tecnica PRK

  • Procedura di superficie, poco invasiva, semplice e rapida della durata di pochi minuti.
  • Non si usano aghi, lame o bisturi.
  • L’anestesia è di superficie con alcune gocce di collirio.
  • Non necessità di bendaggio.
  • Corregge in maniera stabile e duratura i difetti visivi di miopia, astigmatismo ed ipermetropia.
  • La prevedibilità del risultato è molto buona.
  • I costi sono più contenuti rispetto alla tecnica Femtolasik.

Cosa fare prima dell’intervento PRK

  • Sospendere l’uso di lenti a contatto per almeno 4 settimane prima degli esami che preparano all’intervento.
  • Eseguire gli esami con estrema cura e con le strumentazioni tecnologicamente più avanzate.
  • Non truccarsi nella regione perioculare per tre giorni prima dell’intervento.
  • Presentarsi senza creme o altre sostanze sulle palpebre ciglia e contorno occhi.
  • Utilizzare i colliri prescritti dal medico oculista.
  • Presentarsi con un accompagnatore perché non sarà opportuno guidare subito dopo l’intervento.

Cosa fare dopo l’intervento PRK

  • A fine intervento è stata applicata una lente a contatto terapeutica che rimarrà posizionata dai tre ai sei giorni dopo la chirurgia.
  • Subito dopo l’intervento riposare per qualche ora, in modo da attenuare ogni lieve bruciore e senso di corpo estraneo.
  • Subito dopo l’intervento iniziare ad utilizzare i colliri prescritti.
  • Per i primi giorni è opportuno tenere gli occhio chiusi per alleviare il bruciore, il fastidio alla luce, la lacrimazione, la sensazione di sabbia, il dolore e per accelerare e facilitare la guarigione.
  • Per i primi giorni non strofinare gli occhi.
  • Per i primi giorni evitare di truccarsi e di usare shampoo.
  • Per i primi giorni non guidare o svolgere attività lavorative.
  • Dopo la rimozione della lente a contatto è possibile riprendere le normali attività.
  • Indossare occhiali da sole nei primi mesi dopo l’intervento.
  • Per qualche settimana evitare di andare al mare, in piscina, in alta montagna, in ambienti polverosi, fumosi, o in cui si usano sostanze volatili ed irritanti.
  • Per qualche settimana non fare attività sportive o a rischio di trauma.
  • Effettuare le visite di controllo oculistiche il giorno seguente, dopo tre giorni, dopo cinque giorni, dopo un mese, dopo due mesi, dopo tre mesi e dopo 6 mesi.

In quanto tempo si torna alla vita quotidiana dopo l’intervento con la tecnica PRK

Il paziente, se non in casi particolari, generalmente è in grado di vedere in modo soddisfacente a partire dal terzo o quarto,quinto giorno successivo all’intervento. La ripresa della vista per circa tre mesi è graduale e continua. Durante il primo mese ci potranno essere sbalzi della acuità visiva. Nelle prime settimane la visione da vicino può essere insoddisfacente, e alla sera il paziente potrebbe lamentare di vedere degli aloni luminosi attorno alle fonti di luce. Col tempo questi disturbi si attenuano fino a scomparire e il recupero visivo è completo generalmente nell’arco di tre mesi.

Sono un candidato per la PRK?

La PRK è una tecnica laser estremamente sicura, collaudatissima ed efficace. Attualmente utilizzata da un elevatissimo numero di chirurghi nel mondo. E’importante, prima dell’intervento, eseguire una approfondita e accurata visita oculistica e gli esami preoperatori con strumentazioni tecnologicamente avanzate per valutare il possibile risultato e l’idoneità all’intervento.

Lo svantaggio di questa tecnica rispetto alla Femtolasik è:

  • il dolore postoperatorio della durata di due o tre giorni di intensità variabile da paziente a paziente, ma comunque sempre ben controllabile con analgesici,
  • il più lento recupero visivo,
  • la visione diventa soddisfacente dopo il terzo quarto giorno successivo all’intervento,
  • la ripresa della vista è lenta e graduale e durante il primo mese con variazioni dell’acuità visiva,

il recupero totale della vista avviene in circa tre mesi.


Le caratteristiche per eseguire la PRK con successo prevedono:

  • età minima di 18 anni,
  • difetto visivo stabile,
  • spessore corneale adeguato,
  • diametro pupillare adeguato,
  • buona salute oculare- e generale,
  • miopia inferiore alle 8-10 diottrie,
  • astigmatismo inferiore alle 4 diottrie,
  • ipermetopia inferiore alle 5 diottrie.

La PRK è controindicata in caso di:

  • difetto visivo non ancora stabile,
  • spessore corneale inferiore a 480 micron,
  • diametro pupillare molto elevato,
  • importante secchezza oculare,
  • patologie corneali quali cheratocono, degenerazioni corneali,
  • patologie oculari quali glaucoma, cataratta, retinopatia diabetica proliferante, maculopatia,
  • patologie sistemiche come il diabete, artrite reumatoide, malattia vascolare del collagene che potrebbero provocare ulcere corneali e ritardi di cicatrizzazione,
  • gravidanza, allattamento.

Il dottor Bravetti, chirurgo del segmento anteriore dell’occhio, e la struttura presso la quale opera sono all’avanguardia nell’innovazione della tecnologia laser, si avvalgono dei Laser ad Eccimeri di ultima generazione leader mondiali nella loro categoria, della collaborazione con le principali aziende internazionali leader nel settore e delle strumentazioni più avanzate e aggiornate per garantire l’eccellenza dei risultati negli interventi di miopia, astigmatismo e ipermetropia.

Chi pensa di sottoporsi a un intervento di chirurgia refrattiva deve sapere che il laser per gli occhi si esegue da molti anni con risultati eccellenti. Il dottor Bravetti e i suoi collaboratori sono a disposizione per consigliare la tecnica più adatta al vostro difetto, per chiarire i vostri dubbi, risolvere le vostre paure, risponde alle vostre domande e fornire le spiegazioni sui difetti visivi e sulla chirurgia refrattiva per una scelta più consapevole e serena.

 

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Cataratta e maculopatia
La maculopatia è più frequente nelle persone di età avanzata e per questo si associa spesso a cataratta. 
Secondo la gravità della maculopatia e in casi selezionati, dopo intervento di cataratta con impianto di lenti per maculopatia, la visione migliora e il paziente può anche ricominciare a leggere e a guidare.
In presenza di maculopatia e cataratta è opportuno valutare con adeguati esami, come l’OCT e la FAG, se è prudente intervenire o rimandare l’intervento per il rischio di progressione della patologia maculare.
 
oct maculopatia
 
È indispensabile curare prima la maculopatia e poi fare l’intervento di cataratta perchè la vista che si perde a causa della maculopatia è difficile da riacquistare, invece quella che si perde a causa della cataratta si riacquista completamente dopo l’intervento anche se è stato rimandato per un lungo periodo.
I nuovissimi impianti con lenti intraoculari ad elevata tecnologia studiate per chi è affetto da maculopatia avanzata e cataratta, permettono di migliorare la visione a volte anche in modo significativo: nella maculopatia è la macula, la parte centrale della retina, ad essere interessata, ma la parte circostante della retina resta sana. Spostando, quindi, l’immagine sulla retina sana (mediante l'utilizzo di queste particolari lenti intraoculari ad elevata tecnologia) la vista può migliorare.
 
visione maculopatia

La tecnologia più avanzata per curare la cataratta e la maculopatia è infatti la nuova lente intraoculare iolAMD, che è costituita da due lenti intraoculari che vengono posizionate nell’occhio durante un normale intervento di cataratta.
Queste innovative e particolari lenti dalla geometria sofisticata si comportano come un telescopio che ingrandisce l’immagine e la sposta su una parte di retina sana che comincia cosi a svolgere, anche se solo parzialmente, le funzioni prima svolte dalla macula.
 
iol amd
 
Cataratta e glaucoma
La cataratta può essere associata al glaucoma. A volte i colliri per curare il glaucoma possono accelerare il formarsi della cataratta.
L’intervento di cataratta può:
  • in alcuni casi di glaucoma, come il glaucoma ad angolo stretto, può facilitare la riduzione della pressione dell’occhio,
  • in altri casi come nel caso di cataratta entumescente può diventare indispensabile per curare il glaucoma e ridurrela pressione dell’occhio.

occhio glaucoma

Sostituendo il cristallino naturale, che con la cataratta diventa più globoso e occupa più spazio all’interno dell’occhio, con un cristallino artificiale molto più sottile, che occupa meno spazio. Questo procedimento migliora la circolazione dei liquidi intraoculari e ciò permette una significativa riduzione della pressione dell’occhio.
L’intervento di cataratta può aumentare l’angolo camerulare, ridurre la pressione oculare e facilitare il trattamento SLT o laser trabeculoplastica selettiva per il glaucoma. Nei casi di glaucoma avanzato, per ridurre la pressione dell’occhio, può essere necessario eseguire nello stesso momento l’intervento combinato di cataratta e glaucoma, la facotrabeculectomia.
 
visione glaucoma
Cataratta e miopia

occhiali miopia

La miopia spesso è causa di insorgenza più precoce di cataratta. 
L’intervento di cataratta permette di correggere anche la miopia e, l’impianto di una lente intraoculare di potere adeguato, consente di ridurre o di eliminare completamente gli occhiali per lontano.
Se è presente anche astigmatismo si può correggere miopia e astigmatismo con l’impianto di una lente miopica torica.
Per correggere cataratta, miopia e presbiopia si può consigliare:
  • una modesta miopizzazione. In questo caso si utilizzerà un leggero occhiale solo per lontano e si toglierà l’occhiale per vicino.
  • la tecnica della monovisione che consente di correggere l’occhio dominante, in genere il migliore, per lontano e l’altro occhio per vicino.
    In questa maniera quando si usano contemporaneamente entrambi gli occhi e si vede bene sia lontano sia vicino, ma ciascun occhio vedrà bene o da lontano, o da vicino.
  • la lente intraoculari ad elevata tecnologia multifocale, bifocale, trifocali o a profondità di fuoco continua che permette di vedere bene a tutte le distanze senza occhiali.
L’intervento di cataratta in presenza di miopia elevata deve essere eseguito da un chirurgo esperto e con precisi accorgimenti:
  • la lente da impiantare va scelta con molta precisione,
  • è necessario studiare con particolare cura il calcolo della lente intraoculare da impiantare,
  • la retina va controllata con molta precisione prima e dopo l’intervento per i maggiori rischi legati alla miopia elevata,
  • qualora non vengano usati tutti gli accorgimenti necessari, il rischio di distacco di retina può aumentare dopo intervento di cataratta
  • in caso di maculopatia l’esame dell’OCT aiuterà a valutare l’opportunità di eseguire o rimandare l’intervento, relativamente alla possibile progressione della patologia maculare.
Cataratta ed astigmatismo
occhio astigmatico

L’intervento di cataratta in un occhio astigmatico con impianto di una lente intraoculare tradizionale non corregge l’astigmatismo e non permette di ridurre la visione sfuocata e distorta senza l’uso di occhiali correttivi o senza ricorrere ad ulteriori interventi.

Oggi le nuove tecnologie, invece, permettono con un solo intervento di rimuovere il cristallino opacizzato e di sostituirlo con una lente intraoculare torica che consente la correzione pressoché totale dell’astigmatismo e la migliore qualità della visione per lontano senza ricorrere all’uso degli occhiali e senza altri interventi.
Per correggere cataratta, astigmatismo e presbiopia si può consigliare la lente intraoculare ad elevata tecnologia torica multifocale, bifocale, trifocale o a profondità di fuoco continua che permette di vedere bene a tutte le distanze senza occhiali.

Cataratta e presbiopia
È possibile correggere anche la presbiopia e vedere da lontano e da vicino senza occhiali?
La cataratta si manifesta soprattutto in persone di età avanzata e si associa spesso alla presbiopia, ovvero l’incapacità di leggere e di mettere a fuoco gli oggetti da vicino senza occhiali.
L’intervento di cataratta, con l’impianto di lenti intraoculari monofocali tradizionali, porta alla presbiopia. Quindi se si sceglie di vedere bene da lontano senza occhiali, si avrà necessità di usare un occhiale per leggere da vicino o per il computer ecc..
 
Oggi, però, con l’intervento di cataratta c'è la possibilità di correggere la presbiopia utilizzando:
  • le nuove lenti intraoculari ad elevata tecnologia (multifocali, bifocali, trifocali o a profondità di fuoco continua). Mediante l'utilizzo di questa tecnologia gli occhiali possono essere necessari solo per la lettura prolungata e per i caratteri più piccoli. Alcune persone, poi, possono avere difficoltà di adattamento, quindi in particolari condizioni di luce possono percepire aloni intorno alle sorgenti luminose, abbagliamento e una moderata riduzione della qualità della visione.
  • la tecnica della monovisione, che consiste nel correggere l’occhio dominante (in genere il migliore) per lontano, e l’altro occhio per vicino. In questa maniera quando il paziente usa contemporaneamente entrambi gli occhi riesce a vedere bene sia lontano sia vicino, ma ogni occhio singolarmente vede bene o lontano o vicino.
  • le lenti intraoculari Reverso, che possono essere impiantate durante l’intervento di cataratta assieme alla lente monofocale oppure anche a distanza da un precedente intervento di cataratta dove era stata impiantata una lente monofocale. Sono facilmente rimovibili in caso di difficoltà ad adattarsi a questa nuova modalità di visione o in caso di insoddisfazione del paziente per la presenza di aloni o abbagliamento o ridotta qualità della visione. Permettono, quindi, di rassicurare il paziente che la scelta di una lente multifocale non è necessariamente una scelta irreversibile.

iol trifocale gialla

Il dott. Bravetti, esperto nella chirurgia della cataratta, assieme ai suoi collaboratori, è a vostra disposizione per valutare la possibilità di correggere cataratta e miopia, valutare i rischi e i vantaggi dell’intervento, le vostre esigenze e aspettative e per consigliare l’impianto più indicato alle vostre necessità.

Lenti intraoculari ad elevata tecnologia 

Consentono di acquisire una eccellente qualità delle immagini percepite.

Lenti intraoculari Monofocali Asferiche
  • Migliorano la qualità della visione e riducendo le imperfezioni ottiche.
  • Migliorano la qualità della visione, senza occhiali, o per lontano o per vicino dopo l’intervento di cataratta.
  • Migliorano la qualità della visione notturna rispetto alle lenti intraoculari (IOL) tradizionali.
  • Migliorano la qualità della visione in condizioni di nebbia rispetto alle lenti intraoculari (IOL) tradizionali.
  • Aumentano la sensibilità al contrasto rispetto alle lenti intraoculari (IOL) tradizionali.
Lenti intraoculari Gialle

Sono dotate di pigmenti per le radiazioni ultraviolette e proteggono la macula dalle lunghezze d’onda dannose della luce solare.
Offrono i vantaggi delle lenti asferiche se associate a questa tecnologia e in più:

  • proteggono la macula dalle lunghezze d’onda della luce dannose
  • riducono il rischio di insorgenza di degenerazione maculare senile
  • non modificano la corretta visione dei colori

Lenti intraoculari ad elevata tecnologia personalizzate

Sono diverse da paziente a paziente per correggere i difetti di ogni occhio preesistenti all’intervento.

Lenti intraoculari Toriche

Schermata 2015 10 15 alle 11.24.09Correggono l’astigmatismo preesistente all’intervento di cataratta per eliminare l’occhiale per lontano. Offrono i vantaggi delle lenti asferiche e delle lenti gialle, se associate a queste tecnologie e in più:

  • Permettono di correggere contemporaneamente l’astigmatismo e la cataratta.
  • Migliorano significativamente la qualità della visione negli occhi astigmatici.
  • Consentono l’eliminazione o la riduzione dell’uso dell’occhiale astigmatico.
  • E’ridotta l’incidenza di abbagliamento e di aloni intorno alle sorgenti luminose.
  • Raramente può esserci una moderata riduzione della qualità della visione.
 Lenti intraoculari Multifocali, Bifocali, Trifocali e a Profondità di Fuoco Continua

Correggono la presbiopia per eliminare l’occhiale per vicino, per lontano e per la media distanza dopo l’intervento di cataratta. Offrono i vantaggi delle lenti asferiche e delle lenti gialle,se associate a queste tecnologie e in più:

  • Permettono,  di vedere bene senza occhiali sia da lontano che da vicino.
  • Correggono la presbiopia e, nella variante torica, anche l’astigmatismo .
  • Offrono un’elevata indipendenza dagli occhiali a tutte le distanze.
  • Consentono di eliminare, completamente o quasi, gli occhiali per vivere  una vita senza occhiali.
  • Per la lettura prolungata e per i caratteri più piccoli potrebbe essere comunque necessario l’uso di occhiali.
  • In alcune particolari condizioni di luce si possono percepire abbagliamento, aloni intorno alle sorgenti luminose e una moderata riduzione della qualità della visione.
Lenti Intraoculari Reverso

Consentono di rassicurare il paziente  che la scelta di una lente multifocale non è necessariamente irreversibile in presenza di aloni o abbagliamento.

  • Correggono la presbiopia ma, in caso di insoddisfazione del paziente,  sono facilmente rimovibili senza penalizzare la visione per lontano.
  • Correggono la presbiopia in associazione ad una IOL monofocale o monofocale torica.
  • Correggono la presbiopia contemporaneamente o anche  a distanza di anni da un intervento di cataratta.
  • Correggono la presbiopia nei pazienti che hanno eseguito chirurgia refrattiva e in tutti gli altri casi in cui  il calcolo biometrico è incerto, e  l’esito refrattivo potrebbe essere impreciso.
  • Consentono di eseguire l’impianto della IOL monofocale o monolocale torica e poi  in un secondo tempo (circa 3 mesi)  di correggere la presbiopia e compensare un eventuale errore refrattivo imputabile alla pregressa chirurgia.
  • Consentono di correggere la presbiopia in tutti quei pazienti operati, anche anni fa, di cataratta con impianto di IOL monolocale che desiderano liberarsi dagli occhiali  da lontano e da vicino.
  • Consentono un facile espianto in caso di difficoltà ad adattarsi a questa nuova modalità di visione.
 Lenti intraoculari Accomodative
  • Ripristinano, o quasi, il meccanismo naturale della messa a fuoco per vicino
  • Con la chirurgia della cataratta si rimuove il cristallino che non accomoda più e si sostituisce con una lente intraoculare che accomoda.
  • La particolare forma della lente  permette piccoli movimenti in avanti e in dietro per mettere a fuoco a varie distanze.
  • Pur fornendo risultati apprezzabili la loro efficacia nel tempo tende a ridursi.
Lenti intraoculari per Maculopatia
  • Sono studiate per chi soffre di cataratta e maculopatia.
  • Permettono a chi soffre di cataratta e maculopatia con visus molto basso di migliorare  la visione centrale dopo l’intervento di cataratta.
  • Sfruttano un sistema di lenti telescopiche che i ingrandisce molto l’ immagine centrale. 
  • Ingrandiscono le immagini e le spostano dalla macula che non funziona più bene alla retina circostante che invece e’ sana.
  • Consentono, in alcuni casi selezionati di maculopatia di ricominciare a leggere e a guidare dopo l’intervento di cataratta.

schema-lenti-multifocali-monofocali.jpg

I nuovi cristallini artificiali ad alta tecnologia permettono, quindi, non solo di eliminare gli occhiali per lontano, ma anche quelli per vicino e consentono una vita quasi completamente indipendente dagli occhiali.

Il dott. Bravetti e i suoi collaboratori sono a disposizione per guidarvi nella scelta del modello di lente più adatto alle vostre necessità.

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L'intervento

L'operazione della cataratta consente ottimi risultati visivi grazie agli importanti progressi (soprattutto nell'ultimo decennio) in chirurgia oftalmica. L’utilizzo di apparecchiature all’avanguardia, di moderne tecniche operatorie e dei nuovi cristallini artificiali ad elevata tecnologia, ha reso l’operazione più semplice e più sicura, non solo in grado di rimuovere la lente opaca per ridare chiarezza alla vista, ma anche di rimuovere eventuali difetti preesistenti (astigmatismo, miopia ed ipermetropia) per eliminare l’occhiale per lontano e, nel caso di impianto della nuova generazione dei cristallini bi-, tri- e multifocali, di eliminare anche quelli per vicino e consentire così una vita praticamente indipendente dall’occhiale. L'intervento di cataratta non è quindi solo un intervento riabilitativo ma anche refrattivo, capace di valorizzare al massimo le potenzialità visive dell'occhio operato.

Anestesia
L’anestesia nella maggioranza dei casi viene fatta utilizzando gocce di collirio anestetico. E’una anestesia topica che permette di:
  • non sentire dolore durante l’intervento,
  • non bendare l’occhio dopo la chirurgia,
  • iniziare a vedere in tempi brevi,
  • eseguire l'intervento anche in caso di patologie generali importanti.
L’assistenza del medico anestesista durante l’intervento è comunque continua. Il medico anestesista:
  • esegue una visita prima dell’intervento e decide il percorso anestesiologico più opportuno,
  • aiuta il paziente a sentirsi a proprio agio,
  • tiene monitorate le sue funzioni vitali,
  • si attiva al primo segno di agitazione, insofferenza o malessere del paziente,
  • è pronto a somministrare i farmaci specifici dell’anestesista.
Solo in alcuni rari casi per interventi di cataratta particolarmente complessi o in pazienti non collaboranti può essere necessario eseguire una anestesia peri o retro-bulbare, un'iniezione di anestetico (effettuata vicino al bulbo oculare) che rende l’occhio insensibile e impedisce qualunque movimento. In questo caso l’’occhio viene bendato dopo l’intervento per circa 24 ore.
 
Tecniche di intervento
L'atto chirurgico non è doloroso e ha una durata generalmente di 15-20 minuti. L'anestesia è ottenuta con l'instillazione di gocce di collirio anestetico. L’intervento consente di frammentare e aspirare il cristallino naturale opacizzato, la cataratta, e di sostituirlo con una lente intraoculare impiantata nel sacco capsulare, l’involucro del cristallino naturale asportato. L’intervento può essere eseguito mediante:
  • la tecnica classica di Facoemusificazione, fino ad oggi la più utilizzata al mondo.
  • la tecnica più recente con il Laser a Femtosecondi, la Femtocataratta, che aumenta la precisione e la sicurezza, oggi la più utilizzata dai migliori chirurghi al mondo.
Tecnica di Facoemulsificazione
Il paziente è adagiato su un lettino al di sotto del microscopio operatorio. Si pratica una piccola incisione di 1,8-2,2 mm alla periferia della cornea, si asporta l’involucro anteriore della cataratta, o capsula anteriore, e poi con una sottile cannula che vibra a velocità di ultrasuoni, come un piccolo martello pneumatico, si frammenta la cataratta. I frammenti vengono aspirati, l’involucro esterno, o sacco capsulare posteriore, che conteneva la cataratta viene deterso e utilizzato per ospitare il nuovo cristallino artificiale.
La facoemulsificazione è la tecnica ad ultrasuoni più utilizzata al mondo per la chirurgia della cataratta.
 
Il dott. Bravetti utilizza la facoemulsificazione associata al perfezionamento delle più recenti innovazioni: la facoemulsificazione torsionale o Ozil, una tecnica più rapida e indolore, dolce e delicata, con un più ridotto trauma all’interno dell’occhio, che consente di personalizzare le varie fasi chirurgiche, di ottimizzare l’uso degli ultrasuoni e degli strumenti di aspirazione dei frammenti catarattosi, permettendo così un più rapido recupero visivo.
 
 
Convenzioni 
L'Ambulatorio Oculistico Bravetti, per gli interventi di cataratta, si avvale anche delle convenzioni con alcuni tra i più importanti enti assicurativi, fondi integrativi e fondi sanitari, al fine di fornire una copertura diretta o indiretta delle spese chirurgiche sostenute dai pazienti. La lista delle convenzioni è in continua crescita ed è spesso suggerita dai pazienti stessi che desiderano usufruire di condizioni economiche di favore che le loro assicurazioni propongono.
L'intervento di cataratta può essere eseguito anche in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale SSN, senza nessun onere per il paziente. In questo caso solitamente non è possibile usufruire della chirurgia Femtolaser, delle più innovative lenti intraoculari ad elevata tecnologia e delle apparecchiature più all'avanguardia perchè presentano costi aggiuntivi non rimborsati dal SSN.

La qualità della visione e la maggior indipendenza dagli occhiali dopo l'intervento di cataratta dipendono anche dalla metodica chirurgica, dagli strumenti utilizzati e dalla lente intraoculare impiantata, soprattutto in presenza di astigmatismo, miopia, ipermetropia o desiderio di correggere anche la presbiopia.