Sep 21, 2019 Last Updated 12:20 PM, Sep 15, 2019

Cataratta: dopo l'intervento, cataratta secondaria

E' molto importante, dopo l'intervento, attenersi scrupolosamente ai suggerimenti che vengono consegnati fra i documenti alla dimissione. 
L'evoluzione della chirurgia della cataratta consente oggi che, al termine dell'intervento il paziente possa andare a casa entro pochi minuti dopo un breve periodo di osservazione da parte dell'anestesista. I fastidi sono minimi ed il recupero visivo è rapido, grazie al fatto che l'occhio non viene bendato e non vengono utilizzati punti di sutura.
Raccomandiamo, comunque, che il giorno dell'intervento il paziente sia accompagnato da un parente o un amico che possa aiutarlo sia da un punto di vista psicologico, sia da un punto di vista pratico. Alla dimissione vengono consegnate:
  • le istruzioni, le regole, i consigli e i suggerimenti per il postoperatorio,
  • la ricetta dei colliri con le modalità di somministrazione,
  • l'appuntamento per il primo controllo,
  • un numero di telefono per le urgenze. 
Decorso postoperatorio
E' utile sapere che:
  • una visione annebbiata durante le prime ore è normale,
  • una visione rosea o rossastra durante le prime ore è normale ed è causata dall'abbagliamento indotto dal microscopio,
  • un lieve fastidio, bruciore, sensazione di corpo estraneo e un modesto arrossamento dell'occhio possono essere presenti nelle prime ore,
  • la pupilla può rimanere dilatata anche per uno o due giorni.
  • La visione migliorerà rapidamente.
Spesso l'assenza di sintomi e il rapido recupero visivo potrebbero indurre a ritenere che l'occhio non abbia subito il trauma dell'intervento. Ovviamente non è così e fino a quando le ferite non sono cicatrizzate è necessario attenersi scrupolosamente ad alcune fondamentali precauzioni perchè, soprattutto durante le prime due settimane postoperatorie, l'occhio è estremamente delicato. 
Le più importanti cautele da osservare sono:
  • usare la massima igiene,
  • lavarsi bene le mani con acqua e sapone prima di instillare il collirio,
  • instillare il collirio secondo la prescrizione dopo essersi lavati accuratamente le mani,
  • non esercitare pressione sull'occhio quando si usa il collirio,
  • evitare qualunque trauma all'occhio,
  • applicare la coppetta di protezione prima di dormire dopo averla lavata accuratamente con acqua e sapone,
  • non dormire dal lato dell'occhio operato per qualche tempo,
  • non fare sforzi fisici o movimenti bruschi,
  • non soggiornare in ambienti poco puliti,
  • lavare i capelli con attenzione a non far penetrare sapone o lo shampoo negli occhi,
  • non fare sport o esercizi fisici pesanti
  • effettuare i controlli oculistici secondo le indicazioni
Fino dal primo giorno si può
  • utilizzare l’occhio per leggere, guardare la televisione, utilizzare il computer,
  • continuare le normali attività, passeggiare, andare al cinema, al ristorante, radersi, giocare a carte, cucinare, ecc.
  • ritornare al lavoro se di ufficio o comunque sedentario e in ambiente pulito,
  • piegarsi moderatamente o alzarsi in maniera delicata non danneggia l’occhio.
Per le attività più faticose come correre e fare sport e esercizi fisici pesanti, è consigliato aspettare.
In caso di dubbio chiedere al proprio oculista.

Il dott. Bravetti e i suoi collaboratori sono a vostra disposizione per informarvi e consigliarvi sul comportamento da seguire dopo l'intervento.
 
Quando inizia il recupero visivo?
Si comincia a vedere subito anche se al termine dell’intervento la vista è annebbiata a causa della dilatazione della pupilla e dell’abbagliamento indotto dalla luce del microscopio operatorio.
Il recupero della funzione visiva si manifesta in maniera più evidente la mattina dopo l’intervento, a volte sono necessari alcuni giorni perché il recupero sia completo.
L’intervento di cataratta consente di riacquistare la vista persa a causa dell’opacizzazione del cristallino. Il recupero visivo sarà parziale, invece, qualora si associno alla cataratta altre malattie dell’occhio come ad esempio:
  • malattie della retina (degenerazione maculare senile, maculopatia umida , retinite pigmentosa, ecc.),
  • malattie vascolari (retinopatia diabetica, trombosi venosa ecc.),
  • malattie del nervo ottico (glaucoma, neuropatia ottica ischemica, ecc.).
Quando si modificano gli occhiali?
Nella maggior parte dei casi gli occhiali non sono necessari dopo l’intervento di cataratta, se è stato eseguito secondo le più moderne tecniche utilizzando le apparecchiature più all’avanguardia e i cristallini artificiali o lenti intraoculari ad elevata tecnologia. 
Gli occhiali, quando sono necessari, vengono prescritti subito. Gli occhiali definitivi saranno consigliati a distanza di 1-2 mesi dall’intervento, quando la cicatrizzazione è completa e la refrazione è stabile.
 
Complicanze
Le complicanze sono molto rare se la chirurgia viene eseguita mediante l'ultilizzo delle più moderne tecniche in un centro chirurgico d'avanguardia.
L'intervento di cataratta è stato perfezionato, standardizzato e ha mostrato eccellenti risultati, ma è sempre un atto chirurgico maggiore e non sfugge alla regola secondo la quale non esista chirurgia senza rischi. Le possibili complicanze sono:
  • allungare i tempi chirurgici,
  • prolungare il tempo necessario al recupero visivo,
  • portare a rinunciare temporaneamente all'impianto del cristallino artificiale,
  • rendere necessario eseguire una vitrectomia,
  • rendere necessario un secondo intervento a distanza di qualche tempo,
  • in rari casi determinare un grave danno sia funzionale che anatomico.
Tutte le complicanze sono ampiamente descritte nella scheda informativa consegnata assieme alle spiegazioni e ai chiarimenti al momento della programmazione dell'intervento.
Dopo l'operazione, una delle conseguenze più temute, anche se molto rara, è l'infezione. Nei primi giorni il rischio è molto elevato. Per aumentare la sicurezza di un decorso post-operatorio regolare è indispensabile:
seguire scrupolosamente i consigli e i suggerimenti consegnati fra i documenti di dimissione,
rispettare le scadenze fissate per i controlli,
seguire la terapia,
usare la massima igiene.
In caso di insorgenza di un disturbo visivo è necessario un controllo urgente: anche un'infezione, se diagnosticata subito, può essere curata nel modo migliore.
 
Cataratta secondaria
Con l’intervento di cataratta si rimuove il cristallino opaco (la cataratta appunto) e si inserisce al suo posto un cristallino artificiale nel sacco capsulare, l’involucro che contiene il cristallino naturale. Con il tempo il sacco capsulare (contenente il cristallino artificiale) si può opacizzare e così si manifesta la cataratta secondaria, che induce progressivo annebbiamento e difficoltà visive. Il tempo in cui si manifesta la cataratta secondaria è variabile da persona a persona: a volte compare dopo pochi giorni dall’intervento, a volte non compare mai.
 
Prevenzione della Cataratta secondaria
Per ridurre ai minimi il rischio di cataratta secondaria il dott. Bravetti:
  • impianta solo lenti in materiale acrilico idrofobico riconosciute a livello mondiale per la minima proliferazione delle cellule responsabili dell’opacizzazione del sacco capsulare e, quindi, per la minore incidenza di cataratta secondaria.
  • esegue, durante l’intervento, una pulizia accurata del sacco capsulare, eliminando il maggior numero possibile delle cellule da cui può originare la cataratta secondaria.
Bisogna rioperarsi in caso di Cataratta secondaria?
No, non si esegue una operazione. La cataratta secondaria si cura con un trattamento laser ambulatoriale (YAG laser) che ha i seguenti vantaggi:
  • si esegue in ambulatorio, non in sala operatoria,
  • non si sente dolore nè durante, nè dopo il trattamento,
  • il trattamento laser dura pochi minuti e il paziente ricomincia a vedere bene dopo poche ore,
  • il recupero visivo è rapido e completo.
Per qualche giorno dopo il trattamento laser è normale vedere delle ombre e delle piccole macchie che si muovono all’interno dell’occhio, scompaiono spontaneamente in poco tempo.
 
cataratta secondaria
 
 
Dott. Bravetti

Il Dott. Bravetti, chirurgo oculista a Bologna e Savignano sul Rubicone, è tra i migliori esperti italiani nella chirurgia del segmento anteriore dell'occhio. Ha ottenuto nella sua carriera profesisonale posizioni di rilievo all'Ospedale Sant'Orsola Malpighi di Bologna.

Formazione:
Laurea in Medicina e Chirurgia 110/110 e lode
Specializzazione in Oftamologia 70/70 e lode
Idoneità a Primario di Oculistica nel 1986