Sep 21, 2019 Last Updated 12:20 PM, Sep 15, 2019

Cataratta: l'intervento

L'intervento

L'operazione della cataratta consente ottimi risultati visivi grazie agli importanti progressi (soprattutto nell'ultimo decennio) in chirurgia oftalmica. L’utilizzo di apparecchiature all’avanguardia, di moderne tecniche operatorie e dei nuovi cristallini artificiali ad elevata tecnologia, ha reso l’operazione più semplice e più sicura, non solo in grado di rimuovere la lente opaca per ridare chiarezza alla vista, ma anche di rimuovere eventuali difetti preesistenti (astigmatismo, miopia ed ipermetropia) per eliminare l’occhiale per lontano e, nel caso di impianto della nuova generazione dei cristallini bi-, tri- e multifocali, di eliminare anche quelli per vicino e consentire così una vita praticamente indipendente dall’occhiale. L'intervento di cataratta non è quindi solo un intervento riabilitativo ma anche refrattivo, capace di valorizzare al massimo le potenzialità visive dell'occhio operato.

Anestesia
L’anestesia nella maggioranza dei casi viene fatta utilizzando gocce di collirio anestetico. E’una anestesia topica che permette di:
  • non sentire dolore durante l’intervento,
  • non bendare l’occhio dopo la chirurgia,
  • iniziare a vedere in tempi brevi,
  • eseguire l'intervento anche in caso di patologie generali importanti.
L’assistenza del medico anestesista durante l’intervento è comunque continua. Il medico anestesista:
  • esegue una visita prima dell’intervento e decide il percorso anestesiologico più opportuno,
  • aiuta il paziente a sentirsi a proprio agio,
  • tiene monitorate le sue funzioni vitali,
  • si attiva al primo segno di agitazione, insofferenza o malessere del paziente,
  • è pronto a somministrare i farmaci specifici dell’anestesista.
Solo in alcuni rari casi per interventi di cataratta particolarmente complessi o in pazienti non collaboranti può essere necessario eseguire una anestesia peri o retro-bulbare, un'iniezione di anestetico (effettuata vicino al bulbo oculare) che rende l’occhio insensibile e impedisce qualunque movimento. In questo caso l’’occhio viene bendato dopo l’intervento per circa 24 ore.
 
Tecniche di intervento
L'atto chirurgico non è doloroso e ha una durata generalmente di 15-20 minuti. L'anestesia è ottenuta con l'instillazione di gocce di collirio anestetico. L’intervento consente di frammentare e aspirare il cristallino naturale opacizzato, la cataratta, e di sostituirlo con una lente intraoculare impiantata nel sacco capsulare, l’involucro del cristallino naturale asportato. L’intervento può essere eseguito mediante:
  • la tecnica classica di Facoemusificazione, fino ad oggi la più utilizzata al mondo.
  • la tecnica più recente con il Laser a Femtosecondi, la Femtocataratta, che aumenta la precisione e la sicurezza, oggi la più utilizzata dai migliori chirurghi al mondo.
Tecnica di Facoemulsificazione
Il paziente è adagiato su un lettino al di sotto del microscopio operatorio. Si pratica una piccola incisione di 1,8-2,2 mm alla periferia della cornea, si asporta l’involucro anteriore della cataratta, o capsula anteriore, e poi con una sottile cannula che vibra a velocità di ultrasuoni, come un piccolo martello pneumatico, si frammenta la cataratta. I frammenti vengono aspirati, l’involucro esterno, o sacco capsulare posteriore, che conteneva la cataratta viene deterso e utilizzato per ospitare il nuovo cristallino artificiale.
La facoemulsificazione è la tecnica ad ultrasuoni più utilizzata al mondo per la chirurgia della cataratta.
 
Il dott. Bravetti utilizza la facoemulsificazione associata al perfezionamento delle più recenti innovazioni: la facoemulsificazione torsionale o Ozil, una tecnica più rapida e indolore, dolce e delicata, con un più ridotto trauma all’interno dell’occhio, che consente di personalizzare le varie fasi chirurgiche, di ottimizzare l’uso degli ultrasuoni e degli strumenti di aspirazione dei frammenti catarattosi, permettendo così un più rapido recupero visivo.
 
 
Convenzioni 
L'Ambulatorio Oculistico Bravetti, per gli interventi di cataratta, si avvale anche delle convenzioni con alcuni tra i più importanti enti assicurativi, fondi integrativi e fondi sanitari, al fine di fornire una copertura diretta o indiretta delle spese chirurgiche sostenute dai pazienti. La lista delle convenzioni è in continua crescita ed è spesso suggerita dai pazienti stessi che desiderano usufruire di condizioni economiche di favore che le loro assicurazioni propongono.
L'intervento di cataratta può essere eseguito anche in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale SSN, senza nessun onere per il paziente. In questo caso solitamente non è possibile usufruire della chirurgia Femtolaser, delle più innovative lenti intraoculari ad elevata tecnologia e delle apparecchiature più all'avanguardia perchè presentano costi aggiuntivi non rimborsati dal SSN.

La qualità della visione e la maggior indipendenza dagli occhiali dopo l'intervento di cataratta dipendono anche dalla metodica chirurgica, dagli strumenti utilizzati e dalla lente intraoculare impiantata, soprattutto in presenza di astigmatismo, miopia, ipermetropia o desiderio di correggere anche la presbiopia.
 
 
Quando operare
Quando la qualità della visione non è soddisfacente per le esigenze del paziente si esegue l'intervento di cataratta.
Non è più necessario aspettare che la cataratta sia matura per operarsi, anzi, per ridurre il traumatismo chirurgico conviene fare l’intervento appena ci si accorge di non vedere più bene. Le tecniche chirurgiche moderne consentono di operare in qualunque fase di opacizzazione del cristallino, anche nelle fasi più iniziali.
L’intervento di cataratta:
  • è poco invasivo se viene eseguito con le strumentazioni più avanzate, con le tecniche più innovative e in un centro chirurgico d’avanguardia,
  • è ancora meno traumatico e con un recupero visivo più rapido se viene eseguito precocemente,
  • il recupero visivo è completo in pochissimi giorni.

Se si ha un’età superiore ai 45, 50 anni, e si è affetti da ipermetropia, astigmatismo o miopia, è consigliabile l’intervento di cataratta nelle primissime fasi di opacizzazione del cristallino per migliorare la qualità della visione ma anche per togliere gli occhiali da vicino e da lontano. Oggi, grazie alle più innovative lenti intraoculari ad elevata tecnologia, dopo operazione di cataratta ci si può liberare contemporaneamente del difetto refrattivo preesistente e degli occhiali. 

Quando non è necessario operare la cataratta
  • Quando la qualità della visione è soddisfacente per le esigenze del paziente, non è consigliabile l'intervento di cataratta. Senza mai dimenticare, però, che le tecniche chirurgiche moderne consentono un intervento poco invasivo, più sicuro, di più facile esecuzione e con un recupero visivo più rapido quando si interviene precocemente nelle fasi iniziali di opacizzazione del cristallino.
  • Nei pazienti giovani con età inferiore a 40-45 anni l'intervento di cataratta non è consigliabile a meno che la cataratta non rappresenti un importante ostacolo per la vista. Con l’intervento si perde l’ accomodazione che fino a questa epoca della vita è ancora funzionante. Si perde, cioè, la possibilità di mettere a fuoco automaticamente a tutte le distanze, funzione che comunque si riduce progressivamente dopo i 40-45 anni quando si diventa presbiti.

L’opportunità di eseguire chirurgia della cataratta deve essere valutata con molta attenzione e con approfondite indagini diagnostiche, soprattutto in presenza di altre malattie dell’occhio come degenerazione corneale, maculopatia, retinopatia diabetica, glaucoma, miopia elevata. Sono queste condizioni particolari, dove coesistono due patologie e dove spesso eseguire l’intervento di cataratta permette di migliorare anche l’altra patologia ma, a volte, può indurre la progressione della stessa.

Il Dott. Bravetti e i suoi collaboratori sono a vostra disposizione per informarvi e consigliarvi sull’opportunità di eseguire l’intervento.

Esami preparatori
Prima dell'intervento sono necessari alcuni esami sull'occhio fra cui:
  • l'ecobiometria, per scegliere il potere del cristallino artificiale, o lente intraoculare, personalizzata per ogni occhio, adatta alle esigenze di ogni paziente, per la miglior qualità di visione e per la maggior indipendenza dagli occhiali,
  • la conta endoteliale, che valuta il numero delle cellule endoteliali della cornea,
  • la tonometria, per misurare la pressione intraoculare,
  • la topografia corneale, con le Scheimplug cameras, per calcolare l'astigmatismo corneale anteriore e posteriore,
  • l'esame del fondo dell'occhio, per evidenziare se sono presenti patologie della retina che potrebbero ridurre il recupero visivo dopo l'intervento.

Queste misurazioni sono divenute fondamentali con l'affinamento delle tecnologie oggi a disposizione, che consentono di correggere anche difetti refrattivi preesistenti, di utilizzare la lente torica per la correzione contemporanea di cataratta e astigmatismo, la lente personalizzata per la correzione della miopia e dell’ipermetropia, la lente bifocale, trifocale o multifocale per al correzione contemporanea di cataratta e presbiopia.

Queste misurazioni sono divenute fondamentali con l'affinamento delle tecnologie oggi a disposizione, che consentono di utilizzare la lente torica per la correzione contemporanea di cataratta e astigmatismo, e la lente multifocale per al correzione contemporanea di cataratta e presbiopia,

Per valutare le condizioni di salute generale, a volte vengono prescritti:
  • esami del sangue,
  • elettrocardiogramma,
  • visita cardiologica.
  • Non si sospende alcuna terapia medica in corso: i farmaci che si usano regolarmente per via sistemica e per via locale oculare vanno somministrati normalmente anche la mattina dell'intervento. In casi particolari saranno il chirurgo o l'anestesista a richiedere la momentanea sospensione di una terapia.

L'intervento di cataratta non richiede digiuno, è possibile consumare un pasto leggero prima dell'intervento. E' tuttavia consigliabile evitare bevande come tè e caffè che possono indurre agitazione.

Chirurgia della cataratta

L'intervento di cataratta è l'atto chirurgico più praticato nel mondo. Questa diffusione capillare ha consentito di affinare sensibilmente le metodiche e l’avanzata tecnologia degli strumenti utilizzati tanto da permettere di passare da un intervento riabilitativo a un intervento refrattivo che ha lo scopo, non solo, di asportare il cristallino opaco e catarattoso, ma anche di sostituirlo con una lente artificiale capace di valorizzare al massimo le potenzialità visive dell'occhio operato e contemporaneamente di correggere i difetti refrattivi preesistenti come miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia.

L'anestesia è ottenuta mediante l'instillazione di gocce di collirio anestetico alcuni minuti prima dell'inizio dell'intervento.

L'intervento richiede che il paziente sia adagiato su un lettino posto al di sotto del microscopio operatorio. L'atto chirurgico ha una durata generalmente breve, intorno ai 10-15 minuti.
  • Nella prima fase mediante la facoemulsificazione, il cristallino catarattoso viene frammentato e aspirato con un manipolo ad ultrasuoni attraverso a una piccola incisione (da 1,8 a 2,2 mm) praticata a livello della giunzione corneo-sclerale, 
  • Nella seconda fase viene impiantato un cristallino artificiale al posto di quello catarattoso.
La scelta della lente artificiale riveste una fondamentale importanza. I modelli di lenti intraoculari oggi disponibili sono capaci di soddisfare le esigenze di un numero sempre maggiore di pazienti.
Si può ricorrere all'impianto di: 
  • Lenti per la correzione della miopia 
  • Lenti per la correzione dell'ipermetropia 
  • Lenti toriche per la correzione dell'astigmatismo 
  • Lenti bifocali, trifocali, multifocali e pseudoaccomodative per la correzione della presbiopia
  • Lenti dotate di pigmenti per la prevenzione della maculopatia 
  • Lenti per la correzione della cataratta nelle maculopatie.

Il dott. Bravetti e i suoi collaboratori sono a vostra disposizione per guidarvi nella scelta del modello di lente più adatto alle vostre necessità durante la visita preoperatoria.

 

Che cos'è
Per cataratta si intende l’opacizzazione del cristallino, una lente perfettamente trasparente che si trova all'interno dell'occhio. Fino a quando mantiene la sua trasparenza il cristallino permette di mettere a fuoco le immagini sulla retina.
 
Con il tempo il cristallino si opacizza, perde la sua trasparenza e si parla di cataratta. L’operazione di cataratta consente di sostituire il cristallino opaco con una lente trasparente detta “cristallino artificiale o lente intraoculare o IOL".
 
Cause
Le cause dell’opacizzazione del cristallino sono molteplici:
  • la familiarità,
  • l’età,
  • la cataratta congenita,
  • l’esposizione ai raggi ultravioletti,
  • i traumi,
  • l’uso di alcuni farmaci tra i quali i cortisonici,
  • alcune malattie dell’occhio quali le uveiti,
  • alcune malattie sistemiche quali il diabete, ecc.
  • ma la forma più comune è la cataratta senile legata ad un invecchiamento del cristallino con una progressiva perdita della sua trasparenza.
Malattie oculari quali il glaucoma e la miopia elevata possono facilitare la formazione della cataratta. Nel caso di cataratta e glaucoma, come nel caso di cataratta e miopia, ci si trova davanti a quadri del tutto particolari dove coesistono due patologie e dove spesso l’intervento di cataratta permette di migliorare anche l’altra patologia.
 
Non esistono farmaci, integratori alimentari, esercizi o strumenti ottici in grado di prevenire o curare la cataratta.
 
Sintomi
La cataratta non provoca dolore. I sintomi più importanti della cataratta sono l’annebbiamento e la riduzione della vista.
 

Inizialmente i disagi visivi sono modesti perché l’opacizzazione del cristallino (cataratta) può essere circoscritta a piccole aree, ma, con il passare del tempo, compaiono sintomi più fastidiosi:

  • si riduce la nitidezza della visione che migliora poco con gli occhiali,
  • si avverte una visione diversa e qualitativamente più scadente di quella a cui si è abituati,
  • è possibile accusare difficoltà nella lettura e durante la guida soprattutto notturna,
  • può comparire un’ elevata sensibilità alla luce con sensazioni di fastidio e abbagliamento,
  • i colori appaiono sbiaditi e alterati,
  • si perde la sensibilità al contrasto,
  • gli oggetti illuminati possono sembrare circondati da aloni e i margini possono apparire sdoppiati,
  • frequente è l'insorgenza di una miopizzazione, cioè un miglioramento della visione per vicino e un peggioramento di quella per lontano, in molti casi diventa necessario modificare di continuo gli occhiali, in età avanzata la necessità di ridurre o eliminare gli occhiali per vicino è spesso sintomo di cataratta.

La comparsa di questi sintomi però, può essere un campanello d’allarme anche di altre malattie dell’occhio. Qualora si manifestino queste o simili sintomatologie è opportuno consultare l'oculista per una diagnosi più approfondita.